How can you change a too low self-esteem? According to Andre and LeLord, efforts should follow directions 3 :
1) change their relationship with themselves:
this means first to know and become aware of their capabilities and their limitations, such as listening to systematically, and sometimes even soliciting the opinion that people our circle of people against us in order to improve. Knowing oneself is but only the first stage.
what do you do then the defects and limitations that we find out?
Contrary to popular belief usually do not need to be flawless to get a good self-esteem.
should instead be able to recognize and accettarli.
Come si spiegherebbe altrimenti che certe persone si fanno carico dei propri difetti mentre altre ne traggono un senso di vergogna così forte che impedisce loro di affrontare svariate situazioni?
E’ proprio la vergogna, infatti, che trasforma la consapevolezza di un difetto in un complesso e che dunque è strettamente legata ai problemi di stima di sé.
Infine, siamo onesti con noi stessi! Molte volte, infatti, siamo tentati di ricorrere a qualche piccolo trucco o di mentirci per proteggere, almeno a breve termine, la stima che nutriamo nei nostri confronti.
Non voler confessare che si ha paura, che ci si sente tristi o contrariati fa parte delle convenzioni sociali e del carattere di ogni individuo.
Ma dietro si celano, spesso, problemi di stima di sé: si ha vergogna di esprimere un certo sentimento, si teme di fare una brutta figura.
Di fronte ad eventi che minacciano la stima di noi stessi, due sono le più comuni reazioni: l’autodifesa e l’adattamento alla realtà.
Nel primo caso, la persona tende a negare sistematicamente i propri stati emotivi: non confessa quanto sono importanti certi obiettivi, quanto le premono certe esigenze, o come le pesino certi limiti.
Nel secondo caso, ogni discorso è dominato dalla rassegnazione (“Tanto è tutto inutile...”) o dalla banalizzazione (“Non ho superato l’esame, ma non me ne importa niente”).
Nel primo caso, cioè, si fa di tutto per non riconoscere le proprie emozioni negative, nel secondo quello che non si riconosce è il desiderio di cambiare le situazioni.
In entrambi i casi, ci si espone al rischio di sviluppare vari tipi di disturbi, soprattutto di tipo psicosomatico, ansioso, depressivo.
2) cambiare il proprio rapporto con l’azione:
le azioni sono gli esercizi di ginnastica della stima di sé! La vita quotidiana ci fornisce ogni giorno un gran numero di scopi, anche modesti, che una volta raggiunti, ci permettono di migliorare la stima che abbiamo di noi stessi.
Sforziamoci, dunque di considerare certe attività quotidiane non più come compiti ingrati, ma come mezzi per rafforzare la nostra sensazione di controllo su noi stessi.
Anche pulire la casa, talvolta, può farci star meglio, interrompere le rimuginazioni e migliorare l’immagine che abbiamo di noi stessi.
Senza contare che passare all’azione in un ambito facile può aiutare, come una sorta di riscaldamento, ad intraprendere imprese sempre più impegnative!
Un altro modo di agire è diventare esperti in un certo ambito.
La pratica regolare di un hobby o di una passione giova alla stima di sé, migliorando la sensazione di competenza personale ma anche favorendo il riconoscimento sociale (si pensi, ad esempio, all’hobby della cucina!).
Anche la pratica delle arti marziali, secondo Weiser, favorisce lo sviluppo della stima di sé.
Per cambiare, dunque, è indispensabile agire! Modificare soltanto il proprio modo di pensare non serve a niente, se non si verifica anche un mutamento del comportamento, benché minimo.
Altra indicazione fondamentale è quella di metter a tacere il proprio “critico interiore”, cioè tutti quei pensieri a priori, improntati al giudizio e frutto dei condizionamenti passati, che indirizziamo costantemente a noi stessi: “E’ inutile”, “Non andrà bene”, “Non valgo niente”... E’ importante innanzitutto diventare consapevoli di questo “critico interiore”, e poi incominciare to put it into discussion, with questions like: "This thought is realistic?", "It helps me feel better?", "It helps me to better manage the situation ?"... And 'what in cognitive-behavioral psychotherapy called "cognitive restructuring" is that the process by which you identify, discuss it and change the beliefs and thoughts that make us feel bad and do not allow us to pursue the objectives set.
Finally, we learn to accept defeat.
If it is true that nobody likes to lose, it is also true that to change we must act, or run the risk of failure.
E ' importante, allora, convincersi che non tutto è o bianco o nero (quello che in psicoterapia cognitivo-comportamentale viene definito pensiero dicotomico) ma, la maggioranza delle volte, quello che conseguiamo è un risultato intermedio tra il trionfo e la catastrofe.
E’ proprio questo che le persone che hanno una scarsa stima di sé non riescono a concepire e dunque riescono solo ad anticipare la sconfitta.
Questo atteggiamento comune è anche determinato dal fatto che viviamo in una società che celebra solo le vittorie e i successi, dimenticandosi di parlare di tutti gli insuccessi che le hanno precedute: di conseguenza, molte persone credono che gli altri non sbaglino mai.
Invece è proprio il contrario: chi ha success usually wrong and just started considering the setbacks as sources of information about themselves (and not as evidence of failure) is to achieve success.
3) change their relationship with others:
this means first assert themselves and therefore be able to express what one thinks, wants, feels, while respecting the rights and freedoms of others.
Several studies have shown that on the topic of assertiveness assert themselves not just to get what you want and be respected but also to feel good in your skin and develop self-esteem.
however, acknowledge to themselves the right di esprimersi, contraddire, rispondere, domandare... equivale a correre il rischio di non piacere all’interlocutore e per questo motivo, i soggetti con bassa stima di sé generalmente fanno fatica ad affermarsi: “Se gli rifiuto questo favore, potrebbe arrabbiarsi...”.
Accade così che si comincia a subire le relazioni con gli altri, senza avere il coraggio di esprimere i nostri reali desideri o, viceversa, si sviluppa un comportamento aggressivo, che privilegia il nostro punto di vista come l’unico possibile, trascurando quello degli altri.
Altra indicazione importante è quella di essere empatici, cioè imparare ad ascoltare il punto di vista altrui, a riflettervi, a cercare di capirlo e rispettarlo, anche se non siamo pienamente d’accordo.
L’empatia autentica imprime una grande forza allo sviluppo della stima di sè, ci consente di rimanere vicini agli altri e di ricevere il loro apprezzamento.
Senza contare che gli altri saranno più disposti ad ascoltare il nostro punto di vista dopo che ci siamo mostrati capaci di ascoltare il loro! Ciò, naturalmente, non significa dimenticare noi stessi e perdere di vista le nostre esigenze e bisogni.
Infine, un’ultima indicazione: far leva sul sostegno sociale.
Il rapporto con gli altri è, infatti, un elemento essenziale della stima di sé, che viene alimentata soprattutto in due modi: la sensazione di essere amati e quella di be helped.
So do not hesitate to ask for support if we are in trouble, but we also accept the possibility that there is not given immediately.
And then we learn to regularly feed our network of social relationships (and not only us use to complain!). And, again, diversify our social support, not just relatives and friends can help us but also colleagues and acquaintances.
One final note: when it is appropriate to turn to a psychologist? Sometimes it is difficult to modify by your own self-esteem, especially if it is affected by various influences and experiences that occurred over the years.
may be, then, a good indication that if we try to seek the advice of regular feelings of dissatisfaction, frustration, sadness and helplessness.
Or if we have the impression of encountering the same difficulties as always, in business or love life, for which we blame our "character" or low self-esteem.
The important thing is to remember that, alone or with someone's help, change and improve their self-esteem is possible!
Self-esteem , C. Andre, F. LeLord. Tea and
Eliana Dachshund
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